PROFESSIONI D'AIUTO   UMANIZZARE LA CURA: LE RISORSE

Il valore del contatto affettivo nell' assistenza e riabilitazione quotidiana


Il valore del contatto affettivo  nell’ assistenza e riabilitazione quotidiana

Nell’ambito delle relazioni di aiuto si stanno levando sempre più voci che valorizzano il “prendersi cura” e un contatto fisico affettivo al di là dello scopo dell’atto terapeutico o riabilitativo, in quanto esperienza in sé. (Gruppo dell’affettività nelle cure infermieristiche, Ospedale di Tor Vergata, Roma. “L’Infermiere” 5-6 2010 )

Il BUON CONTATTO è una forma di COMUNICAZIONE che crea una RELAZIONE e quindi risponde al BISOGNO primario di Contatto di ciascuno.

I SERVIZI alla persona si possono RIORGANIZZARE per dare spazio al buon contatto che va inserito con CONTINUITA' nella vita di una degenza.

Il BUON CONTATTO restituisce alla vita la DIGNITA' che si merita. La dignità della persona è e deve essere l'obiettivo di qualsiasi servizio socio-assistenziale e sanitario.

Si è sempre più consapevoli di come sia importante nelle 'professioni d'aiuto' porsi con modalità empatiche e sensibili nei confronti degli altri e di come un'attitudine più 'attenta' nel contatto contribuisca al benessere dell'utente. L'operatore sanitario, sia nel campo della terapia che della riabilitazione, si trova spesso ad operare in condizioni di spersonalizzazione, per cui l'aspetto tecnico del suo intervento prevale nettamente sulla componente umana dello stesso.

Il metodo di Educazione al Contatto intende contribuire a colmare questa lacuna con una serie di esperienze vissute per migliorare la qualità del contatto terapeutico e della relazione inter-personale. Il lavoro di chi assiste può divenire “orecchio-psico-tattile”, in ascolto del bisogno dell’altro”. I gesti principali della mano, che comprendono movimenti funzionali, espressivi o di conforto, producono nella persona un aumento delle risposte positive, sostengono la sua vulnerabilità fisica ed emotiva. Una mano prudente e rispettosa, che sa toccare comunicando e sa modulare, attraverso il tocco, diversi gradi di empatia a seconda del bisogno della persona, conferma alla persona che si ha cura di lei. Agire in modo non invasivo né brusco ma sensibile ed accogliente crea sicurezza e benessere. L'Educazione al Contatto ci fa comprendere quanto sia necessario essere accoglienti quando il contatto svolge un ruolo di accudimento e vicinanza umana. Formarsi alla relazione e al contatto con gli altri ha come obiettivo anche il conoscere meglio se stessi; riconoscere il proprio mondo emotivo, le proprie paure, proiezioni, repulsioni, resistenze, per entrare in relazione con il corpo malato più consapevolmente , sollecitando davvero quella cura accettante che apre alla fiducia e ci consente di contattare la persona nella sua interezza e soggettività.

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